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Una breve storia della Villa Ulivello
Entrando nella proprietà si ha la sensazione di muoversi nel passato.
L’Ulivello non è una casa qualunque. In Italia ha avuto un ruolo straordinario, politicamente e culturalmente. La proprietà fu comprata nel 1917 da Guglielmo Ferrero, storico romano, antifascista, figura di rilievo, e da sua moglie, Gina Lombroso, figlia del famoso antropologo Cesare Lombroso, dottoressa in medicina, donna di vastissima cultura, conosciuta e apprezzata in Italia e all’estero. il suo libro più famoso è “L’Anima della Donna”, tradotto in 26 lingue (1920). L’opera più conosciuta di Guglielmo Ferrero è “Grandezza e Decadenza di Roma,” (5 v., 1902-07). Negli anni ’20 la villa fu luogo d’incontro di scrittori e intellettuali antifascisti. Negli anni ’60 il poeta Eugenio Montale rievocando quei tempi scriveva “ Quando andai a vivere a Firenze nei primi mesi del ’27 divenni assiduo frequentatore della casa meno raccomandabile, quella di Guglielmo Ferrero….”.
Nel 1928 i fascisti misero i Ferrero agli arresti domiciliari all’Ulivello, la casa e il giardino vennero piantonati giorno e notte da 36 poliziotti. Montale commenta “i poliziotti dimostravano grande ammirazione per Ferrero”.
Nel 1930 fu offerta a Ferrero una cattedra all’università di Ginevra, e la famiglia lasciò, non senza difficoltà, l’Italia. Dopo la guerra la figlia, Nina, con il marito Bogdan Raditsa croato, diplomatico e giornalista e i due figli, fecero ritorno al Ulivello. Negli anni '60 i Raditsa condussero un programma estivo per studenti universitari statunitensi. Gli studenti venivano introdotti alla storia del Rinascimento italiano, ed allo stesso tempo alla complessità della politica contemporanea che stava rapidamente trasformando il Paese. |
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